È stato pubblicato di recente uno studio condotto dalla Banca d’Italia e Tecnoborsa ove si evidenzia che ormai, la discesa dei prezzi delle abitazioni che si è verificata nella prima metà del 2009 dovrebbe essere arrivata alla fine.La fase recessiva per il settore immobiliare sta segnando un’attenuazione e “al momento non vi sono bolle speculative”. La Banca d’Italia fa sapere che “non emergono sviluppi che denotino fenomeni di sopravvalutazione degli immobili e quindi appare ridotto il rischio che i prezzi delle case possano subire in prospettiva brusche flessioni”.
All’espansione delle compravendite cominciata nel 2000 è subentrata a metà del 2006 una contrazione delle transazioni che ha avuto il suo picco nel primo trimestre dell’anno appena conclusosi (-15,6 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2008. Nel terzo trimestre 2009 la frenata si è ridotta all’11,3 per cento. Il numero di compravendite di case si colloca, ora, sui livelli del 1998. Le quotazioni. Nel 2008 il ritmo di crescita dei prezzi delle abitazioni, rispetto all’anno precedente è sceso dal 4,6% al 2,3% nel Nord Ovest, dal 4,3% all’1,3%nel Nord Est, dal 7,8%dl 3,1% e dall’8,3 al 4,6% nel Mezzogiorno.Per quanto riguarda i mutui immobiliari, la richiesta da parte delle famiglie cresce ma a ritmi meno sostenuti rispetto agli anni scorsi. Il costo del denaro, rispetto al picco di agosto 2008 registra un -3,4 per cento per i prestiti a tasso variabile e - 1,1 per cento per quelli a tasso fisso. I tassi nel nostro paese sono inferiori a quelli medi dell’area dell’euro per le operazioni a tasso variabile mentre sono più onerosi per quelli a tasso fisso.Dati dunque che fanno guardare con fiducia all’anno appena iniziato con prezzi che si dovrebbero mantenere stabili ai valori attuali.
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